Le ultime tappe

Il grande processo

Bruno Groening con l´avvocato dott. SchwanderNel marzo del 1955 la procura della repubblica sollevó nuovamente un’accusa contro Bruno Groening. Ancora una volta gli fu messo a carico di avere trasgredito la legge dei paramedici. In un conseguente punto di accusa fu incolpato in un caso di omicidio colposo.

Dopo di che, lo scritto di accusa fu notificato, si rivolse ai suoi amici:

"Miei cari amici!

In questi giorni la stampa e la radio diffusione hanno reso noto un’annuncio piú o meno tendenzioso sulla mia persona, il pubblico ministero di Monaco II ha preparato una accusa contro di me per omicidio colposo. Io dovrei aver promesso alla fine del 1949 la guarigione ad una ragazza di diciasette anni ammalata di TBC e quindi di aver ostacolato di recarsi in un sanatorio o di consultare un medico. Io sarei colpevole della morte di questa creatura.

Chi, con mente lucida, ha ascoltato o letto questo annuncio, avrá riconosciuto a che cosa volevano mirare: provocare confusione tra i miei amici e, tenere lontano coloro che ricercano la veritá, di occuparsi delle nostre aspirazioni e delle buone conoscenze rese note da me. Con tutti i metodi é stato provato di bloccare le mie attivitá, le vostre e quelle del circolo di Bruno Groening.

Logicamente le cose sono diverse da come sono state presentate! Ai miei amici non ho bisogno quí di fare nessun ragionamento, loro sanno, che io non faccio nessuna ’promessa di guarigione’ e che non dissuado nessuno da una visita medica.

Nel 1952 sono stato assolto. Non é strano che il "Caso Kuhfuss", che giá era stato presentato alla fine del 1949/1950, nel processo contro di me 1951/1952, sebbene tutte le documentazioni e prove erano state presentate, non erano giá allora state sollevate!

Non ci si é accorti, che l’accertamento sulle nuove introduzioni di un processo contro di me é stato posto nel preciso istante, quando é stato reso pubblico che il 22.11.1953 a Murnau si dava vita alla ’Lega-Groening’! Poiché dal gennaio 1954 sono stati interrogati e sorvegliati dal provvedimento di polizia numerose guide collettive locali, amici e anche soci federali."

La preparazione del processo si protrasse oltre due anni. La difesa di Bruno Groening fu notevolmente resa difficile. Quasi tutti i testimoni a discarico furono respinti, i testimoni dell’accusa tuttavia accettati. Due di questi erano ex collaboratori del signor Groening: Eugen Enderlin e Otto Meckelburg. Particolarmente Meckelburg - nel primo processo ancora coimputato - si trasformó in lama tagliente contro Bruno Groening. Egli cercó in tutti i modi, di danneggiarlo. Egli ebbe un ruolo decisivo nel punto di accusa di omicidio colposo. Si trattava di un caso, il quale avveniva nel periodo della sua "attivitá dirigente" per Bruno Groening.

Bruno Groening sul banco degli accusati

Nel novembre del 1949 l’impiegato della cassa di risparmio Emil Kuhfuss, arrivó con sua figlia di diciasette anni ammalata di tubercolosi ad una conferenza del signor Groening.

Bruno Groening riconobbe subito, che non c’era nulla da fare e si rivolse ad un corrispondente medico presente. Meckelburg peró lo assilló spesso e chiese di interessarsi al caso. Cosí dopo la conferenza Bruno Groening e Ruht Kuhfuss si incontrarono personalmente. Groening incoraggió l’ammalata e pregó il padre di presentarsi fra nove giorni ad un medico specializzato. In questo modo voleva riuscire a convincere la ragazza, che non voleva piú saperne dei medici, di recarsi sotto custodia medica. Il padre assicuró di occuparsene personalmente.

La corrispondenza ricevuta nel periodo successivo, fu svolta da Meckelburg e non arrivó a Bruno Groening. Solo nel maggio 1950 ebbe notizie di Ruth Kuhfuss. In questo intervallo di tempo il padre spedí imploranti lettere di preghiera e pregó per una visita. Meckelburg non trasmise le lettere, ma pattuí, di propria iniziativa - all’insaputa di Groening - un’incontro con il signor Kuhfuss. Solo poco prima dell’appuntamento fissato, Meckelburg informó Groening e lo costrinse ad essere presente all’incontro.

La coppia dei coniugi MeckelburgPiú tardi Meckelburg affermó che Bruno Groening fece alla ragazza una promessa di guarigione. Ma era lui stesso che assicuró al padre di fare in modo che Bruno Groening guarisse sua figlia. Meckelburg vide nell’impiegato della cassa di risparmio una buona fonte di denaro, alla quale attingere, peró aveva bisogno di Groening. Dopo questa visita Bruno Groening si divise da Meckelburg.

Un pesante rimprovero che si sollevó contro Bruno Groening era di avere proibito a Ruth Kuhfuss di lasciarsi curare da un medico. Il dato di fatto era che lui - gli stessi testimoni di accusa confermarono - giá dal primo incontro mandó la ragazza dal dottore. Anche in un discorso alla radio nell’autunno del 1949 esortó le persone "di lasciarsi visitare da un medico fino alla fine". Egli consigliava ai bisognosi di dare fiducia ai loro dottori.

Ruth Kuhfuss che aveva giá avuto terapie dolorose e senza successo, si rifiutó di sottoporsi ad altri trattamenti. Il 30 dicembre 1950 morí per le conseguenze della malattia.

Sotto l’aspetto medico il Dr. Med. Otto Freihofer illuminó in una perizia medica il caso Ruth Kuhfuss:

"Da una obbiettiva osservazione ogni incompetente deve arrivare alla convinzione, come pure é stato pronunciato da parte dell’ufficio igene Säckingen, che una guarigione di "una condizione molto grave", la quale, dopo il reperto medico, fu definita in ’pericolo di vita’o meglio ’pericolo imminente’, a seconda del calcolo umano era senza speranza. Altrettanto potrá, ogni medico che sia sincero, il quale non crede alla coscenza di se stesso, in possesso di nuovi medicinali, di poter rinunciare alle forze della natura. La perizia del signor Prof.Lydtin di Monaco di Baviera, doveva essere d’accordo, dopo di che, ’non si lascia dire’, che prima del 5.11.49 c’era un alto grado di possibilitá di guarigione.

Ma il mio parere é piú che sorprendente, che la paziente abbia vissuto fino al 30 dicembre 1950, cosicché l’influsso di Bruno Groening abbia potuto dare certamente una sicura proroga di vita.

Riassumendo vorrei concludere la mia dichiarazione di perizia, che le affermazioni:

  • ’che le speranze di guarigione fossero superate’,
  • ’che il tempo di vita della paziente Kuhfuss si fosse potuto allungare, se il signor Groening non si fosse mai avvicinato né con pronosticabile sicurezza né con autorizzazione’.

Il paradosso dell’accusa contro Bruno Groening per quanto riguarda l’omicidio colposo, lo mostró Josef Hohmann, ex direttore di scuola media, in uno scritto nell’anno 1956:

"La veritá esce fuori piú chiaramente dietro le quinte, quando si rovescia il caso al contrario.

Proviamo questa sentenza del caso Kuhfuss. Diciamo che la ragazza malata di TBC avesse, nello stadio iniziale, per prima cosa visitato Bruno Groening e avesse per un’anno e mezzo provato a curarla senza successo dalla TBC. Noi contrassegnamo questa fase con A.

Dopo la ragazza si presenta come candidata alla morte da professori e medici e muore sebbene sottoposta a terapie. Questa deve essere la fase B.

Il processo inizia. I medici si presentano come competenti. Loro dovevano accertare dove stava l’innocente. E io faccio la piú grande scommessa, tutti i medici e professori, tutte le facoltá di medicina, sí tutti i medici del mondo si mettano dietro la fase B ed osservino: quí regna con piena aureola l’innocenza, perché, come possiamo noi prenderci la responsabilitá, che cosa puó qualcuno avere ’guastato’in un’anno e mezzo di terapia? Sarebbe ridicolo e assurdo!

E proprio lí, dietro la fase B, é Bruno Groening sotto accusa. Quindi egli ha tutta la Medicina classica moderna, forse un milione di scienziati, dietro di lui, i quali dimostrano compatti la sua innocenza."

Alla fine del luglio 1957 venne in udienza nella sala della corte d’assise della giuria di Monaco - Paese. Per l’omicidio colposo venne assolto. Per l’infrazione contro il codice dei paramedici gli fu inflitta una multa di DM 2000,00.

Sebbene a prima vista il giuidizio potesse sembrare positivo, per lui era inaccettabile. Gli venne subito proibito definitivamente di operare. Attraverso l’errore del suo avvocato, il quale aveva valutato positivamente il giudizio, piú di Groening, non andó in citazione, ma al pubblico ministero. La seconda udienza ebbe luogo a metá gennaio del 1958 nuovamente a Monaco.

La frattura con l’Associazione Groening

Nel frattempo, nell’ottobre 1957, si giunse a un confronto tra Bruno Groening e i dirigenti dell’Associazione. A causa di una burocrazia dalle vedute ristrette, l’Associazione Groening gli aveva arrecato un danno considerevole.

La causa della disputa fu la sentenza della corte, per la quale entro un breve periodo di tempo Bruno Groening avrebbe dovuto pagare una multa di 2000.- DM. Dal momento che lui non aveva mai preso dei soldi per il suo lavoro e, di conseguenza, non aveva soldi sufficienti, all’inizio del processo il comitato dell’Associazione aveva acconsentito a sostenere i costi del caso. All’interno del comitato venne discusso se la multa fosse inclusa o no. Con un prolungato iter burocratico si voleva controllare se l’Associazione fosse costretta a pagare i 2000.-DM o no. Soltanto dopo di ciò essa intendeva considerare la questione del fornire i soldi. In questo modo fu prevedibile che, se mai fosse successo, il denaro avrebbe raggiunto Bruno Groening fin troppo tardi. L’Associazione starebbe in disparte a guardare, senza intraprendere azione alcuna, mentre Bruno Groening, incapace di pagare la multa, sarebbe dovuto invece andare in prigione. Si giunse, perciò, ad un aperto conflitto e, infine, alla frattura.

In un documento di 62 pagine, chiamato: "Bilancio delle attività dell’Associazione", Bruno Groening indicò tutti i punti relativi ai danni procuratigli dall’ Associazione. Riassumendo, egli dichiarò:

Bruno Groening

"Quando faccio dei confronti tra il mio ambiente precedente (i profittatori Meckelburg, Enderlin, Schmidt e Huelsmann) e il mio ambiente attuale (i membri del comitato dell’Associazione), giungo allora alla stessa conclusione: il risultato finale di oggi è lo stesso di allora. Oggi, attraverso il lavoro di coloro che si suppone siano i miei più intimi e migliori amici, niente di diverso è stato ottenuto rispetto al passato. Allora fui tradito dalle azioni sleali di quei lavoratori. Oggi degli amici hanno mancato nel fatto di essere rimasti tranquillamente in disparte a guardare mentre affrontavo il processo e le accuse, nel fatto che non ricevetti nessun aiuto, nel fatto che non potei visitare le mie comunità locali poiché non mi fu messo a disposizione alcun veicolo, nel fatto che nessuno intraprese alcuna azione giudiziaria contro la campagna negativa mossa contro di me dalla stampa, nel fatto che voi creaste confusione nel non essere lì per me quando io avevo bisogno del vostro aiuto. Aiuto con cui, con tutta la vostra conoscenza del mondo, erudizione ed esperienza, avreste potuto e dovuto sostenermi per evitare questo: ciò per cui io sono su questa terra non poté essere compiuto.

Non uno di questi amici s’impegnò in mia difesa, per combattere per la mia libertà, nessuno ebbe il coraggio di prendere davvero le mie parti. Nulla fu fatto. Attraverso una burocrazia meschina si prese decisione dopo decisione. Nessuno si fece coinvolgere davvero in mia difesa, nessuno s’impegnò con tutte le sue energie nel liberarmi una volta per tutte da tutte queste battaglie nei tribunali, contro la stampa, per un assistente nel mio lavoro, per la macchina inutilizzabile, contro le campagne denigratorie e diffamatorie ecc. ecc. e liberare il cammino per me cosicché potessi fare ciò per cui sono qui su questa terra:

Trasmettere all’umanità la forza della vita e condurre l’umanità alla fede.

Che necessitassi di pace e tranquillità per questo e non dovessi essere eternamente interrotto e ostacolato dalle influenze esterne del mondo, che necessitassi di una difesa per permettere che ciò che è il mio dono operasse indisturbato, nessuno l’aveva considerato. Non uno tra i miei amici, non uno che volesse essere mio amico. E questo è ciò che è davvero vergognoso e così deludente per me:

  • I profittatori volevano ottenere dei vantaggi ed essi sono stati riconosciuti come persone cattive.

  • Gli amici dell’Associazione Groening sono troppo tiepidi, troppo indifferenti, troppo tranquilli, non dirò male-intenzionati.

E il risultato è lo stesso:

Io non sono libero. Molti amici del comitato dell’Associazione non hanno mantenuto la parola. Io sono stato unicamente ostacolato da tutto ciò che è stato fatto."

Weisser se ne andò e l’Associazione Groening, che non riuscì mai a farsi registrare ufficialmente come un’Associazione, venne sciolta poco dopo. Al suo posto sorse la "Associazione per il Progresso dei Principi Spirituali e Naturali della Vita". Venne fondata nel 1958 e i suoi rappresentanti furono Erich Pelz per la Germania e Alexander Loy per l’Austria. Ma anche questa organizzazione, l’ultima fondata durante la vita di Bruno Groening, non portò ciò che egli aveva sperato da essa. Il suo nome non apparve neanche una volta nella sua costituzione.

La sua parola bandisce la malattia

Serie di articoli nel giornale "Neues Blatt", edizione 9.5.1957
Servizio giornalistico originale

Servizio giornalistico originale: Durante queste dispute e battaglie, il lavoro di Bruno Groening continuò. Nel 1957 il dr. Horst Mann, nel "Neuen Blatt" (una rivista), in una sfilza di articoli dal titolo "La sua parola bandisce la malattia", tra le altre cose raccontò:

La mattina successiva andai in macchina da Hamelin a Springe, la cittadina sul fiume Deister. Anche là era stata istituita una comunità Groening. La guarigione di una serie di persone ne fu il punto di partenza. E qui sperimentai ancora una volta quanto era già successo in varie parti dello Schleswig-Holstein, ad Augsburg, Hamelin, Vienna, Plochingen e in altre città: le persone venivano da me per raccontarmi delle loro malattie. Nominavano i dottori che le avevano curate. Raccontavano il loro ritorno alla salute, dicevano che dovevano ringraziare Groening. E in ogni caso erano disposte a sollevare le mani per giurarlo.

‘Fin da bambina avevo una lussazione a entrambe le gambe al livello delle giunture dell’anca’ spiegò la cinquantenne Julie Prohnert di Hannover. ‘Più tardi riuscii a camminare soltanto con l’aiuto delle stampelle. Il dottore poté soltanto alleviare il dolore. Mentre stavo ascoltando una conferenza del signor Groening, sperimentai una forte reazione. La mia schiena, che era completamente piegata, si raddrizzò di nuovo. Potei camminare nuovamente. Non ho avuto alcuna ricaduta…’

‘Soffrivo di reumatismi alle articolazioni ed ero continuamente tormentato da eruzioni e ascessi. Il signor Groening mi ha liberato’, disse Wilhelm Gabbert di Hamelin.

‘Riuscivo a sopportare i miei problemi alla cistifellea soltanto prendendo della morfina’ raccontò Kurt Severit di Evestorf. ‘Sono riconoscente a Bruno Groening, che mi ha liberato da questa sofferenza.’

‘Io soffrivo di una forma molto grave di diabete’, dichiarò Robert Thied di Springe. ‘Ancor più minaccioso era un muscolo cardiaco debole. Oggi non soffro più di nessuno di questi disturbi. Devo ringraziare Bruno Groening per questo.’

Ringraziamento di una coppia di coniugi

Bruno Groening con una donna ringraziante

C’era una serie di esempi simili. Le persone che mi raccontavano le loro storie appartenevano a tutte le fasce d’età. Uomini, donne e bambini. Si elencavano molte malattie, dai mal di testa causati da infiammazioni ai nervi, problemi all’ischio, disturbi ai reni e alla bile, fino a disturbi di cuore e paralisi.

Ma c’era qualcos’altro che mi colpì profondamente. Con grande franchezza e di fronte a tutti coloro che stavano ascoltando, molte persone raccontarono di come, attraverso Groening, avevano sperimentato un cambiamento interiore. La costante corsa per raggiungere il successo e un atteggiamento puramente egoistico cedettero il passo alla calma e alla pace interiore e un modo di pensare più attento agli altri.

Come conseguenza di tutte queste conversazioni con persone che sentivano di essere state guarite da Bruno Groening, degli interrogativi sorgevano sempre più prepotentemente in me: La guarigione era possibile per tutte le persone, o - per dirla in modo più schietto - per tutte le malattie? Dove risiedevano i limiti di questa energia che Groening irradiava? Non c’erano dei pericoli in ciò?(….)

Durante la mia ultima visita, gli sottoposi tali quesiti. ‘Io non posso e non voglio forzare nessuno’, mi rispose. ‘Se qualcuno si chiude e non è preparato interiormente ad aprirsi all’energia che porterà ordine, allora io stesso non sono in grado d’impormi. Tutto ciò che faccio è sfidare queste persone a spezzare le catene del male che impediscono il benessere e la salute.’

Avevo un’altra domanda: ‘Ogni malattia ha un grado diverso di pericolo’, dissi. ‘Supponiamo che ci sia una persona seriamente ammalata che sia stata abbandonata da diversi medici e che permetta ad un medico, ancora preparato a lottare per il suo paziente, di chiamarLa per conto suo. Lei sarebbe in grado di aiutare?’

‘Sì’, la risposta di Groening giunse senza alcuna esitazione. ‘ Se il paziente ha fede e se i medici hanno fiducia nel cammino da questi intrapreso, il successo non mancherà. Le fedi così unite svilupperanno capacità impensate nel paziente. Molto spesso si è giunti al successo molto velocemente proprio quando la persona disperata si è aggrappata all’ultimo filo di speranza.’ "

La continuazione dei processi

All’udienza del ricorso del gennaio 1958, fu a danno di Bruno Groening il fatto di non essere stato lui, bensì la procura della repubblica a ricorrere in appello. Tuttavia, non solo questa negligenza da parte del suo avvocato di allora, ma anche il prolungato ritardo nella consegna dell’incartamento al nuovo aiuto legale di Groening ostacolò la preparazione dell’udienza.

Un’ulteriore circostanza sfavorevole si presentò con la comparsa molto più fiduciosa e unificata dei testimoni dell’accusa. Essi sembrarono aver raggiunto un accordo riguardo al "Divieto dei Medici".

Questa volta la sentenza fu come segue:

Otto mesi di prigione per omicidio colposo e una multa di 5000.- DM per aver trasgredito la legge dei paramedici. La condanna alla carcerazione venne sospesa.

Anny Freiin Ebner von Eschenbach, che seguì non solo il secondo, ma anche il primo processo, descrisse la sentenza come una disgrazia per la Germania.

Bruno Groening dichiarò che veniva punito perché faceva del bene. Egli lamentò il fatto che durante l’intero periodo dei processi non una sola persona, neanche il suo avvocato, avesse avuto il minimo interesse nel come avveniva una guarigione. Se fosse stata sollevata tale questione, sarebbe divenuto evidente che il suo lavoro non aveva assolutamente alcuna relazione con un trattamento medico. La causa sarebbe dovuta essere ritirata. Ma a nessuno era interessato un chiarimento in merito a questo problema. Si erano avute delle opinioni preconcette su Groening e non si era preparati a recedere dalle proprie posizioni.

Comunque, questa non fu la fine del processo. Questa volta Bruno Groening ricorse in appello. La data per l’udienza venne stabilita per il 22 gennaio 1959 presso la corte superiore regionale di Monaco. Nel frattempo, però, nella vita di Bruno Groening sopraggiunse la tragedia.

Il suo cammino terminò a Parigi

Bruno Groening con la moglie JosetteNel tardo autunno del 1958 egli si recò in macchina a Parigi con la seconda moglie Josette, che aveva sposato nel maggio del 1955, e si lasciò esaminare dal dr. Pierre Grobon, un amico oncologo. L’esame di parecchie radiografie fu inequivocabile: Cancro allo stomaco ad uno stadio avanzato. Il dr. Grobon voleva operare immediatamente, ma Bruno Groening si rifiutò.

Egli tornò in macchina in Germania e preparò le celebrazioni natalizie delle comunità degli amici. Il 4 dicembre preparò un’incisione su nastro magnetico, che doveva essere fatta sentire in tutte le celebrazioni natalizie. Poi egli ritornò di nuovo a Parigi con la moglie. Il dr. Grobon aveva nel frattempo informato uno stimato specialista in chirurgia oncologica, il dr. Bellanger. L’8 dicembre, nella sua clinica di Rue Henner, non lontano da Montmartre, si eseguì un’operazione. I risultati sorpresero i medici: la situazione era di gran lunga peggiore di quanto essi avevano potuto dedurre dai raggi - non era più operabile. L’incisione venne immediatamente richiusa.

Su questo, Josette Groening scrisse:

"Essi non riescono a capire che l’aspetto esterno di Bruno rivela così poco di questa sua terribile sofferenza interiore, che lui può ancora respirare normalmente, che il suo metabolismo nelle ultime settimane ha continuato a funzionare così perfettamente, che il quadro clinico risultante dagli esami del sangue era eccellente. In questo stadio avanzato si ha un continuo vomito come conseguenza dell’essersi alimentati anche con una minima quantità di nutrimento, e il paziente sottoposto a pesanti esami muore lentamente di fame. Con Bruno non ci fu nulla di tutto ciò."

Bruno Groening

Con stupore dei medici, egli si riprese molto velocemente e ritornò in Germania in macchina, dove prese parte alle celebrazioni natalizie.

A metà gennaio s’incontrò per tre giorni con i rappresentanti dell’Associazione appena formata e diede istruzioni su come l’ opera dovesse essere costruita. I due non avevano la minima idea che quello doveva essere il loro ultimo incontro con Bruno Groening.

Il 21 gennaio ritornò a Parigi in aereo. A causa di un blocco intestinale, non si poté evitare un’operazione. Il 22 gennaio alle 9 del mattino - esattamente alla stessa ora in cui iniziava il processo d’appello a Monaco - Bruno Groening fu rioperato. Dovette lasciare che gli accadesse ciò da cui aveva salvato innumerevoli altri; egli non poteva e non doveva aiutare se stesso.

Mentre quella mattina giaceva sotto l’effetto dell’anestesia, ci fu improvvisamente un violento temporale. Sua moglie raccontò:

"Anche il successivo fenomeno naturale fu strano. Il 22 gennaio, mentre mio marito era ancora sotto anestesia, un’ombra fu gettata sull’atmosfera ridente e serena del giorno da un temporale, che si scagliò improvvisamente su Parigi con lampi e un fragore di tuoni. Divenne così buio che in pieno giorno dovemmo accendere la luce. La suora espresse il suo stupore per l’eccezionalità di un tale temporale.

Nei giorni successivi all’operazione, la temperatura, la pressione sanguigna e il polso di Bruno furono completamente normali. Si alzò perfino due volte per sedersi in poltrona!"

Il 25 entrò in coma e il giorno seguente, il 26 gennaio 1959 alle 13.46, nella clinica di Rue Henner, Bruno Groening morì di cancro, come dichiarò il medico nel certificato di morte.

Fu davvero cancro? Dopo la seconda operazione il dr. Bellanger aveva detto:

Il danno al corpo di Bruno è terribile, c’è un incenerimento interno totale. Come egli abbia potuto vivere così a lungo e senza soffrire un dolore terribile è un mistero per me."

Bruno Groening aveva detto anni prima:

"Se mi si impedirà di svolgere la mia opera, la parte interna del mio corpo brucerà"

Come Bruno Groening sopportò la croce del suo amaro destino è rivelato in una lettera che il dr. Grobon spedì alla vedova il 26 febbraio 1959.

" Questi ( gli sforzi fatti dai medici per Bruno Groening) furono soltanto naturali e penso di poter dire che essi ricevettero un immenso sostegno dal coraggio e dalla forza di volontà della persona così degna di considerazione che fu Bruno Groening. (…) Egli si comportò come Cristo."

Nel 1974 il dr. Bellanger espresse la sua ammirazione e meraviglia nei confronti di Bruno Groening in una lettera:

" Bruno Groening era un uomo di coraggio, un uomo di valore che eccelleva; e la sua dignità di fronte alla sofferenza e alla morte ancora oggi fa sorgere in me ammirazione."

Bruno Groening

Tomba di Bruno Groening a Dillenburg

Il corpo di Bruno Groening fu cremato nel forno crematorio di Parigi e l’urna con le sue ceneri venne posta nel Forest Cemetery a Dillemburgo.

Il processo venne dichiarato chiuso a causa della morte dell’imputato e non si pervenne mai ad un verdetto finale.

Il "Dottore dei miracoli di Herford", che aveva portato la guarigione a innumerevoli migliaia di persone, morì solo e rifiutato in una stradina di Parigi. Perché doveva succedere questo? Perché doveva soffrire una tale amarezza? Perché fu incapace di salvarsi?

Grete Häusler, guida del Circolo degli amici Bruno Groening Grete Haeusler scrisse su questo tema nell’ "Sperimentare la guarigione - questa è la verità":

"Nel breve tempo in cui fu qui su questa terra, Bruno Groening fece moltissime opere di bene. Il dono dell’aiutare a guarire gli fu dato alla nascita. Dovunque andasse, accadevano cose meravigliose che non potevano essere spiegate con l’intelletto. Divenne noto nel 1949. Tre mesi dopo le grandi guarigioni che ebbero luogo a Herford e dopo che il suo nome fu sulla bocca di tutti, in patria e all’estero, ricevette il divieto di guarire. Fu perseguitato e braccato, fu portato al grande processo e s’intendeva giudicarlo e punirlo. Perché? A chi aveva fatto qualcosa di male? A nessuno, ma aveva fatto invece così tanto bene a migliaia di persone, più di quanto esse ne avrebbero potuto ricevere da qualsiasi altra persona. Innocente, essi volevano punirlo! Innocente, essi volevano impedirgli di fare ciò che Dio gli aveva comandato di fare - aiutare l’umanità!

Dovette sopportare l’amarezza di questa malevolenza a Parigi nella clinica oncologica di Rue Henner!

Soffrendo un intenso dolore, fu bruciato internamente dall’Heilstrom, che non gli era più permesso di trasmettere. Le leggi dell’uomo vollero vietargli di fare questo in Germania. Affrontando tutte le bugie e le calunnie, egli si trovò ad essere accusato come un criminale!

In modo tranquillo e solitario, senza che gli amici ne fossero consapevoli, portò via tutta la sofferenza dell’umanità. E fu un compimento. Non fu fatto per nulla! Doveva essere così. Non era altrimenti possibile aiutare l’umanità."

E nel suo libro "Io vivo affinché l’umanità possa continuare a vivere" lei scrisse:

"Quando usiamo la parola ‘vittima’, dovremmo fare attenzione. Qui, comunque, dal momento che Bruno Groening morì a Parigi, questa parola riflette, in tutto il suo significato più grave, la verità."

Soltanto così fu possibile che le sue parole potessero essere realizzate, come testimoniano oggi innumerevoli relazioni di guarigioni di successo:

"Quando non sarò più su questa terra come uomo, cioè quando avrò abbandonato il mio corpo, allora l’umanità sarà giunta così lontano che ogni persona potrà sperimentare l’aiuto e la guarigione dentro di sé ."